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Alberghi diurni: i lussuosi bagni pubblici di inizio '900

In molte grandi città, al centro o nei dintorni delle stazioni ferroviarie, c’è un’Italia sotterranea sconosciuta a molti. È quella degli alberghi diurni.

COS’ERANO?

bari albergo diurno corso vittorio emanuele 3

Si trattava di luoghi pubblici dedicati all’igiene personale: ci si poteva fare un bagno, una doccia, la pedicure e la manicure, ma erano anche presenti barbieri e parrucchieri, le terme, la lavanderia, i calzolai, i lustrascarpe e le cabine telefoniche. Fungevano anche da luogo d’incontro, per rilassarsi e socializzare.

CHI POTEVA USARLI?

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Chiunque. Erano a disposizione di chi non aveva servizi igienici in casa, o di viaggiatori e turisti di passaggio. Bisogna infatti tener presente che a inizio ‘900 non tutti avevano il bagno nella propria abitazione. Il primo albergo diurno di cui abbiamo notizia è quello aperto del 1911 a Bologna, per merito dell’imprenditore Cobianchi che ne aveva visti molti nella metropolitana di Londra, forniti di bagni pubblici, negozi, stirerie, telefoni, depositi, biglietterie e molto altro. Sorsero perciò prima a Bologna e poi nel resto della penisola, a Milano, a Palermo, a Roma, a Napoli, a Parma, a Pisa, persino a Bari. 

BAGNI PUBBLICI? NIENTE DI PIÙ DIVERSO

albergo diurno venezia

Oggi siamo abituati a un’idea di bagno pubblico arredato con freddezza, con accessori ed elementi essenziali e un livello di pulizia che lascia a desiderare. Gli alberghi diurni erano dei veri capolavori: spazi raffinati arredati in stile liberty, curati nei minimi dettagli, con materiali pregiatissimi e all’ultima moda, finiture di lusso, specchi, vetri e ceramiche pregiate, rubinetterie in ottone in stile Art Decò e pavimenti in ceramica o in marmo.

DOVE SONO FINITI?

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Man mano che le case sono state dotate di bagni sempre più completi e accessoriati, gli alberghi diurni sono stati abbandonati e chiusi. Molti purtroppo sono stati distrutti o inglobati in altre strutture, ma fortunatamente alcuni di essi sono stati “salvati” e, in certi casi, ristrutturati e riportati all’antico splendore per poter essere visitati e continuare a essere simbolo di un’epoca passata.
A Milano gli ex Bagni Cobianchi e l'Albergo Diurno Metropolitano "Venezia" sono stati restaurati e si possono visitare. A Pisa gli ex spazi dell'Albergo Diurno sono stati riaperti nel 2000 ed è oggi possibile ammirare le sale da bagno, le docce, i locali per manicure e pedicure e gli arredi originali. Quello di Porta Galliera a Bologna è stato raso al suolo a metà degli anni Cinquanta per fare posto a un hotel e quelli di Bari (piazza Aldo Moro e Corso Vittorio Emanuele) sono stati preda di atti vandalici e negli anni ’90 sono stati definitivamente murati.