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Gli americani e la (nuova) moda del bidet

Per osservare tutti gli effetti e le conseguenze generate dalla pandemia ci vorrà del tempo, ma di sicuro coinvolgeranno moltissimi settori differenti.

E il bagno e il suo arredamento ne resteranno tutt’altro che esclusi.
Si è parlato di igiene e di batteri, tutto è diventato contactless (le luci, lo scarico, il lavello, persino lo specchio!) e qualche nazione ha rivalutato l’utilizzo del bidet.
I primi fra tutti? Gli americani.

GLI EFFETTI DEL COVID

Nel pieno dell’emergenza sanitaria, se in Italia si faceva razzia di lievito e farina, negli Stati Uniti la popolazione ha saccheggiato i rivenditori di carta igienica e di salviettine umidificate.
L’uso smodato di queste ultime ha inoltre causato un grave intasamento fognario perché in moltissimi le hanno usate per poi gettarle nei wc ostruendo le tubature. In South Carolina sono stati addirittura coinvolti dei sub per estrarre le salviette dal sistema fognario cittadino che rischiava di traboccare dai tombini.
Il risultato di tutto ciò? Un aumento vertiginoso degli acquisti di bidet.

TUTTI VOGLIONO IL BIDET

La portavoce dell’azienda di sanitari Brondell ha dichiarato a Business Insider che, tra marzo e aprile 2021, l’aumento complessivo delle vendite di bidet è stato di circa il 300%.
Anche l’azienda Tushy ha dichiarato al Guardian che a marzo le vendite si sono raddoppiate rispetto al mese di aprile: “Due giorni dopo erano triplicate rispetto al solito, e poi all'improvviso sono state 10 più alte del normale. Pochi giorni dopo ha raggiunto il picco di vendite di un milione di dollari al giorno”.

NON SOLO UNA QUESTIONE DI IGIENE...

Nel corso dei secoli, e nonostante i tentativi di diffonderlo, la “moda” del bidet non ha mai davvero preso piede in America. Eppure, quella del bidet è una scelta sostenibile, oltre che salutare.
Rinunciando al bidet, gli americani potrebbero salvare 15 milioni di alberi all’anno.
E l’acqua? Per produrre un singolo rotolo di carta igienica servono 1,5 quintali di legno, 37 litri di acqua e 1,3 kWh di energia elettrica, senza contare il cloro per sbiancare la carta, la plastica del packaging, il carburante per il trasporto ecc.
Perciò brava America! …. Speriamo non si tratti solo una tendenza del momento!